Archive Cross-Media Projects

Oak Editions

Il soundscape al centro, il collettivo Archivio Italiano Paesaggi Sonori (AIPS) alle spalle. Oak Editions è un’etichetta indipendente, ideata e gestita dagli esperti Alessio Ballerini e Francesco Giannico, proiettata sulla diffusione sonorità ambient e field recordings attraverso raffinati prodotti, non convenzionali, alla stregua di concept album, dal diverso formato e imballaggio. Nell’intervista, i due produttori fanno un bilancio di un’esperienza tanto stimolante quanto sperimentale.

Com’è nata Oak Editions?

La label è una costola dell’Archivio Italiano Paesaggi Sonori (AIPS), la sua naturale evoluzione. Il nostro desiderio era creare un’etichetta che non fosse semplicemente tale, ma che si dedicasse a edizioni limitate con packaging curati e non sempre convenzionali. La seconda release che abbiamo rilasciato assieme a Silvia Candelaresi è, ad esempio, un progetto cross-mediale tra letteratura sci-fi, soundtrack e video-arte. Altre volte, si tratta di vere e proprie opere d’arte come nel caso di Pietro Riparbelli: pubblichiamo il suo lavoro in sole due copie, due enormi sculture sonore.

Da dove deriva il nome scelto?

Abbiamo pensato a vari nomi, ma il più attinente alle tematiche care all’Archivio Italiano Paesaggi Sonori (AIPS) era quello della quercia.

Qual è l’idea al centro dell’etichetta?

L’obiettivo era dar vita a una label libera dai vincoli dettati dal mercato musicale, pronta a pubblicare, infatti, opere che riguardano tutte le arti.

Dapprima la compilation dell’Archivio Italiano Paesaggi Sonori (AIPS), poi l’album “Flow Signs” (2013) di Theo Allegretti e dello stesso Francesco Giannico e, infine, un trittico di release firmate da Orla Wren, Nicola Di Croce e Pietro Riparbelli: il roster di artisti coinvolti in Oak Editions cresce poco alla volta.

È venuto abbastanza spontaneo pensare che “Postcard From Italy” (2013) dovesse essere una release su Oak Editions, dato che hanno contribuito tutti i musicisti del collettivo, mentre con “Nostalgia Robot” (2013) eravamo intenzionati sperimentare un modo diverso di pubblicare, aperto alla cross-medialità. Nicola Di Croce e Pietro Riparbelli, inoltre, sono musicisti altrettanto coinvolti nell’ensemble e avevano un lavoro pronto che ci è sembrato interessante. Theo Allegretti è, invece, un pianista jazz di assoluto valore, che conosciamo da tempo, mentre con Orla Wren abbiamo scambiato on-line alcune impressioni musicali e da queste è scaturito “Soil Steps” (2014).

Quali sono le caratteristiche della release su misura per Oak Editions?

Non ci sono schemi prestabiliti, ogni release ha la sua storia. Ovviamente, intendiamo promuovere gli artisti coinvolti nel giro dell’Archivio Italiano Paesaggi Sonori (AIPS), ma siamo aperti anche a collaborazioni esterne.

Sono già arrivati i primi demo?

Sì, ma il calendario delle uscite è pieno fino quasi al termine dell’anno ma, se un’opera dovesse colpirci, potremmo aggiungerla alle prossime pubblicazioni.

C’è un disco altrui che vi sarebbe piaciuto rilasciare?

Non lo sappiamo ancora, cerchiamo di pensare prima a quelli che pubblicheremo via Oak Editions, che sentiamo davvero come ‘nostri’.

Oak Editions può essere anche in una valvola di sfogo per le vostre produzioni?

Certo, non saremmo i primi a fare ciò, basti pensare ai cataloghi della Bedroom Community di Ben Frost, oppure della Leerraum [ ] di Zimoun.

Che sensazioni avete nel dirigere un’etichetta indipendente?

È fantastico ricevere vari commenti e recensioni positive per il tuo lavoro, provenienti anche dall’Italia, un dettaglio da non sottovalutare oggigiorno.

Quanto è cambiato il mercato musicale durante questi anni?

Prima, andavo ogni fine settimana a comprare dischi e non vedevo l’ora di arrivare a casa per ascoltarli. Non lo faccio più adesso. Mi concentravo su pochi dischi, o meglio ne conoscevo pochi, se faccio il paragone con oggi. Voglio, comunque, concentrarmi ancora sullo stesso numero di album, come in passato, quattro o cinque al mese non di più. Attualmente, però, la scelta è maggiore rispetto al passato e questo, forse, è un bene.

Avete già riflettuto sullo stampare edizione in vinile o in cassetta?

Ci piacerebbe pubblicare in vinile, meno in cassetta. Il cd è un formato che permette di mantenere bassi i costi, pur conservando una buona qualità nel packaging.

In che modo, l’ambiente che vi circonda condiziona le vostre scelte?

In termini di creazione musicale, siamo influenzati dil luoghi dove viviamo e da tutti i suoni che ci circondano, per restare in tema di paesaggio sonoro. Circa il modus operandi adottato, non sappiamo se è legato all’Italia. Siamo lontani da dinamiche imprenditoriali.

Cos’ha Oak Editions in cantiere per l’autunno?

Top secret! C’è la primavera alle porte con tre dischi già in pre-order sul nostro sito.

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