Alex Cima – Final Alley

Alex Cima – 'Final Alley' (2020)

Quarant’anni dopo la release promozionale, in cassetta e vinile per conto della Chromosome Records (1980), la Private Records ha restituito lustro ai nove brani di “Final Alley” (2020), secondo album di Alex Cima. Il successore di “Cosmic Connection” (1979), tra le ristampe più in vista dell’etichetta berlinese, è nuovamente ascoltabile anche su disco trasparente in tiratura limitata a sole duecento copie, celebrando una volta in più l’estro del produttore statunitense, investito dalla temperie analogica. Il suo secondo progetto non ebbe, però, una particolare eco: due tracce furono, in seguito, reinserite all’interno della tracklist di un terzo album, “Solid State” (1986), pubblicato dalla GNP Crescendo, in coabitazione con il misterioso On-Line, dai comuni stilemi musicali. Il sipario calò, invece, sulle restanti sette, prima del recupero di Janis Nowacki.

In termini di generi e stili, “Final Alley” è in linea con l’illustre predecessore e con prodotti in odor di Kraftwerk allora in voga. L’opener Anna è, non a caso, l’ennesima energica cavalcata in chiave synth pop intrisa di romanticismo, da riascoltare anche in versione strumentale al termine di una raggiante mezz’ora. Il mood è pressoché il medesimo espresso nel corso delle ballabili Scat Cat Kitty e Delight, quest’ultima rafforzata dagli assoli di chitarra elettrica, fondamentale anche per quel tripudio di suoni e colori espresso dall’evasiva title-track. Il dittico psichedelico composto dalle ritmate Bring Bach Back e Lithium costituisce la spina dorsale della seconda curiosa metà dell’opera, contraddistinta anche da gradevoli rimandi ‘cosmici’, come nel caso di Space Agents. Alla sognante Caramel il compito di cullare l’ascoltatore a un passo dalla sua conclusione.