Alessandro Parisi – Hic Sunt Leones

Alessandro Parisi – 'Hic Sunt Leones' (2013)

In principio era il caos. Un brano come La Guerra Di Namtar per sparigliare le carte. Un’apparizione su MinimalRome, all’interno della compilation “Urbi Et Orbi III” (2012), poi il boom di “Draconia” (2013) e, a stretto giro, “Hic Sunt Leones” (2013), ancora per l’etichetta capitolina. Le tappe della carriera di Alessandro Parisi sono racchiuse in una manciata di eventi, tutti ad alto tasso emotivo e, paradossalmente, ravvicinati nel tempo. Dall’esordio in punta di piedi ai due album, il passo è stato quasi più lungo della gamba, seppur solido o, meglio, marziale. Identico all’incedere di alcune sue originali tracce, talvolta venate anche di una certa nostalgia per l’antichità.

“Hic Sunt Leones” è una sorta di concept album, dalla grafica accattivante in odor di “Trono di Spade” (2011) e diviso in otto capitoli, portatore di visioni mistiche, proprie dell’alba dell’uomo. Quando l’ignoto si confondeva con il sacro, oggetti volanti volavano sull’India e i dominatori del pianeta Terra erano dotati di tecnologie fantascientifiche, in grado d’incidere immagini sul marmo. Un’occasione per esplorare le paure che attanagliano i presenti e, infine, provare a domare i leoni. E, soprattutto, una chance per valicare le porte dell’inspiegabile. Le domande da avanzare sono tante. Le risposte, forse, da cercare anche tra le pieghe di un cd stampato in cento copie.

Ancient Of Days un crescendo irresistibile, dagli immediati rimandi sci-fi. Oltre le frustate di Crocea Mors, la famosa Guerra Di Namtar, un altro brano di notevole potenza, con una chiusura mozzafiato. Il trittico spettrale è servito. Nessun rimorso, nessuna esitazione. Strisciante Sundara Spirit Flight, a tratti meditativa, perché intrisa di esotismo. La title-track un’altra sferzata decisa e tagliente. Efficace Gold Covenant Energy, tra sample vocale e melodia eterea. Alessandro Parisi si diletta, poi, con Positron Gladio, una cavalcata pazzesca. In Gabriel’s Horn l’aggressività è smorzata dalla voce di Andrea Noce. “Hic Sunt Leones”: un atto tragico e persino ballabile.

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