Alessandro Alessandroni – Angoscia

Alessandro Alessandroni – 'Angoscia' (2015)

I dodici tormenti di Alessandro Alessandroni fanno capo a una sola parola sola: “Angoscia” (2015). La seconda release della Intervallo è un lavoro dall’alto contenuto emotivo e, di riflesso, una messa a nudo di sentimenti contrastanti, azioni e reazioni dell’io a stimoli esterni e a disagi interni. Temi sociali attuali oggi come ieri, da sonorizzare con tracce ad hoc. Al di là del tema sociale, l’album pubblicato per la prima volta dalla Octopus Records (1975), l’ennesima divisione della Flipper Music, fa ulteriore luce sul talento di uno dei musicisti più prolifici dell’epoca, tra apparizioni in librerie musicali e colonne sonore altrui, capace non solo di fischiare come pochi al mondo ma, soprattutto, di padroneggiare alla grande l’altro suo ‘strumento’, la chitarra.

I brani di “Angoscia” non sono brevi esercizi di stile, sono creazioni di spessore, laddove lo spingersi oltre, lo sperimentare tout court non coincide mai con una rinuncia al proprio stile o alle consuete e maestose orchestrazioni, un retaggio cinematografico. La title-track in apertura del lato A offre, ad esempio, una prima e immediata riprova, con gli archi a punteggiare una crescente tensione. Sgomento ribadisce l’apice creativo dell’artista. Disperazione e Orgoglio ricordano, invece, all’ascoltatore il passato western di Alessandro Alessandroni. Quattro brani firmati a quattro mani, due quelle di Giulia De Mutiis, anche nota come Kema, coniuge del maestro e voce per vari compositori.

Una library del genere sorprende anche per la semplicità di alcune soluzione ordite da Alessandro Alessandroni: è il caso di Orgoglio, un’esecuzione lineare, senza compromessi. La tensione resta, però, alta. Gli arpeggi assillanti. I toni drammatici. Una malinconia strisciante s’impossessa di Rassegnazione, mentre Frustrazione e Costernazione introducono un lato B dalle tinte, forse, ancora più fosche. Lancinante Agonia, quasi a voler rimarcare fino in fondo il senso di attesa e incertezza propri del termine. Lenta e frustrante anche la seguente Prostrazione. Inesorabile Ossessione. Paura, invece, un piccolo classico da score per uno dei tanti giallo-thriller all’italiana.

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