Alberto Baldan Bembo – Lingua D’Argento

Alberto Baldan Bembo – 'Lingua D'Argento (Colonna Sonora Del Film)' (2018)

Seni al vento, intimo sensuale, equivoci e altre procacità assortite. Gli anni Settanta sono stati anche quelli della commedia sexy all’italiana. Il filone ha ottenuto ottimi incassi al botteghino grazie alla presenza di attori comici collaudati e di sceneggiature ridondanti di cliché, il cui fine era mostrare le grazie delle bellissime di turno. Soldatesse, poliziotte, insegnanti, infermiere, spiate dal buco della serratura, talvolta ricollocate in bizzarri contesti medievali, sono state centrali per il c.d. ‘decamerotico’. Numerosi i registi che si sono dedicati alla commedia ‘scollacciata’, da Sergio Martino a Michele Massimo Tarantini, senza dimenticare Pasquale Festa Campanile, Nando Cicero e Mariano Laurenti. Anche Mauro Ivaldi è stato tra i protagonisti di quella gloriosa stagione, con il buffo dittico composto da “L’Amica Di Mia Madre” (1975) ed “Ecco Lingua D’Argento” (1976), i cui personaggi erano Billy (Roberto Cenci) e Andrea (Carmen Villani).

Nel corso della prima pellicola, tra le palme della Colombia, un adolescente balbuziente affetto da ipersessualità è fidanzato con una ventisettenne che si comporta un po’ da maschiaccio. Lei lo provoca più volte, ma non è intenzionata ad assecondare le sue pulsioni. Il suo sguardo cade, quindi, sulla ‘matura’ Barbara (Barbara Bouchet), un’amica della madre, al momento all’estero, occasionale ospite della villa, pronta a prendersi cura dell’acerbo spasimante. Il triangolo amoroso de “L’Amica Di Mia Madre” si ribalta in “Ecco Lingua D’Argento”, con Billy che attende l’arrivo di Andrea in Tunisia, nonostante la presenza affatto ingombrante del marito, Roberto (Gianfranco D’Angelo). Una disinibita psicanalista, Emmanuelle (Nadia Cassini), cercherà di arginare il desiderio sessuale del giovane, ricorrendo all’ipnosi e, addirittura, concedendosi allo stesso. Una volta compreso che Roberto non è l’uomo della sua vita, Andrea s’innamorerà di Billy.

Alberto Baldan Bembo, già apprezzato turnista, è stato un vero e proprio outsider tra i musicisti ‘al servizio’ della settima arte. Il suo score di “Lingua D’Argento (Colonna Sonora Del Film)” (2018), ristampato dalla Sonor Music Editions, prende, infatti, le distanze dai numerosi prodotti coevi di oltre quarant’anni fa. La breve partitura si distingue in positivo per la varietà di soluzioni sonore adottate come, ad esempio, gli arrangiamenti in bilico tra disco e funk, è il caso di Savana e Magolia, le robuste linee di basso e le chitarre wah wah, più una manciata di voci sensuali, spesso sullo sfondo, che caratterizzano in primis Oblo’, senza dimenticare i sognanti archi di Green Sea e le percussioni vibranti al centro sia del Tema Di Nadia che di Love In Sahara. Il piccolo capolavoro dell’ex organista di Mina annovera, inoltre, un trittico di evasioni dai rimandi ‘esotici’, quali Trop’s, Samoa e Sweet Oasi. La finale Mubu un gioiello armonico.

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