Adolfo Waitzman – Pensione Paura

Adolfo Waitzman – 'Pensione Paura (Original Motion Picture Soundtrack)' (2019)

La pensione ‘delle sirene’ in riva al lago è gestita dalla giovane Rosa (Leonora Fani) e dalla madre Marta (Lidia Biondi), perché il capofamiglia è impegnato al fronte. Mentre la moglie nasconde l’amante in soffitta, la figlia è violentata da un vile ospite, Rodolfo (Luc Merenda), mantenuto da una donna più anziana di lui. Quando Marta muore cadendo dalla scale, Rosa si ritrova da sola, con pochi viveri e in balia di ospiti pericolosi. Durante una notte piovosa, vestita con impermeabile e cappello a larghe falde, Rosa uccide Rodolfo e l’amante a colpi di scure. Alcuni ospiti provano, in seguito, a coinvolgerla in un’orgia, ma interviene uno sconosciuto e li elimina con un mitra. Lo stesso si sbarazza dell’amante di Marta. Il giustiziere è, in realtà, un commilitone del genitore, deceduto in guerra. Rosa, dopo averlo baciato, perde il senno e lo finisce a colpi di pistola. Si rinchiude così nella pensione, ormai colma di cadaveri, in attesa del ritorno del padre.

Dopo l’ottima prova del raffinato “Il Profumo Della Signora In Nero” (1973), Francesco Barilli dirige un secondo affasciante e atipico thriller, “Pensione Paura” (1978). Un film di atmosfere, claustrofobico, con picchi di violenza improvvisa, che relega il tradizionale giallo con movente economico a una sottotrama flebile e superficiale. A una prima parte preparatoria, segue, infatti, un esasperato crescendo di tensione alternato a un angosciante senso di morte. La pensione ‘delle sirene’, con i suoi clienti, con i suoi segreti e la sua fragile protagonista, è un microcosmo isolato, sordido, a tratti gotico. Tra personaggi depravati e senza scrupoli, Rosa è sia vittima che eroina: immersa in un coacervo di perversioni, metafore degli orrori di una società fascista in disfacimento, perde la propria innocenza e, influenzata dalla malvagità altrui, si sostituisce all’amato genitore, indossando abiti maschili e vendicandosi di reali o immaginari persecutori.

La partitura di Adolfo Waitzman, pubblicata in doppio vinile dalla Arrow Records è fondata, in primis, su Pensione Paura (Titoli), in scia a un ritmo martellato di pianoforte, sostenuto da basso, batteria e bandoneón, strumento ad ancia, fondamentale per le orchestre di tango. Lo stesso è al centro della ballata Suzanne. Il secondo tema presente tra le pieghe di “Pensione Paura (Original Motion Picture Soundtrack)” (2019) è straordinariamente lirico e malinconico, per archi e pianoforte, ovvero Amore E Paura, ripreso e variato in Angoscia, Languidamente, Pensione Paura, Amore Disperato e Pensione Paura (Finale). Il lato inquietante della vicenda è, invece, commentato da brani atmosferici atonali che ibridano dissonanze acute di archi con suoni ossessivi di carillon, clavicembalo e organo: è il caso di Nella Camera, Il Buio, Psicotico, Follia, Baratro Della Mente, Angoscia. Un arpeggio di basso connota le disturbanti Attesa e Corridoio Oscuro.