A. R. Luciani – Agonia Della Civiltà

A. R. Luciani – 'Agonia Della Civiltà' (2019)

Il catastrofismo non è un’estemporanea ossessione di un artista agitato da una rabbiosa ostilità verso un mondo nel quale non è stato capace di adattarsi a vivere. L’apocalisse della modernità ha una tradizione che risale al romanticismo ottocentesco, espressa dalle terrificanti visioni della fine del mondo di John Milton e Francis Danby, ed è esplosa dopo la prima guerra mondiale mediante le orribili testimonianze delle morti in trincea. Il filosofo Albert Schweitzer, futuro premio Nobel per la pace nel 1952, diagnosticò la c.d. ‘agonia della civiltà’ tra le pagine del volume “Filosofia Della Civiltà” (1923), perché solo il rispetto per la vita poteva illuminare il cammino dell’umanità e condurla al progresso, preconizzando l’idea dell’interdipendenza degli esseri viventi e anticipando slanci ecologisti. Temi, forse, cari e fonte d’ispirazione per A. R. Luciani.

Musica

Agonia Della Civiltà” (2019), ristampa Intervallo dell’omonima release (1972) della Flower Records, è tra gli album più interessanti del compositore siciliano, con titoli evocativi, che rivelano forse il suo lato meno evasivo, tra atmosfere tese e percussioni martellanti. Il progetto a base di musique concrète è introdotto dalle ossessive ripetizioni stridule di Catastrofe Sociale, amplificate dalle astrazioni spigolose di Metropoli In Agonia e dal vento elettronico che soffia nel corso di Morte Progressiva. La dimensione da incubo di Disfacimento Ecologico e di Dramma Dell’Evoluzione è non meno esemplare, contrasta la desertificazione monocorde di Immagine Del Futuro e il ritmo blando di Modificazioni Genetiche. Illusorio lo spiraglio di luce di Ultimo Benessere. Devastante, infine, il dittico composto da Inabitabilità e da I Cavalieri Dell’Apocalisse.

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